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Tupperware è la multinazionale americana che produce e distribuisce utensili per la cucina e articoli per la pulizia della casa e il tempo libero. Ma rispetto alla concorrenza ha una caratteristica: la maggior parte delle sue vendite avviene attraverso la vendita diretta, con agenti che in realtà sono anche casalinghe.

Tupperware come fare a lavorare

Un’opportunità di lavoro che è anche un divertimento e vi spieghiamo perché. Il principio alla base del successo da oltre sessant’anni di Tupperware infatti è quello di fidelizzare le proprie potenziali clienti al punto che vogliano anche diventare le loro agenti, senza necessariamente doverle assumere come vere e proprie agenti commerciali.
Vale piuttosto il principio del passaparola, il marketing più efficace che ancora esiste al mondo. E la cosa più bella è che non è nemmeno necessario andare a casa dei clienti, ma piuttosto chi ha il permesso di vendere i prodotti Tupperware può organizzare le dimostrazioni dei prodotti direttamente a casa sua.
Si tratta infatti di articoli che non si trovano nella Grande Distribuzione Organizzata ma vengono selezionati per essere fatti conoscere re quindi venduti attraverso una dimostrazione pratica da parte dell’agente (che in realtà è un consulente) attraverso quello che l’azienda ha ribattezzato “Atelier Culinario”. Sono loro ad invitare parenti e amici, a far conoscere tutte le peculiarità dei vari oggetti e strumenti e se ci sono persone interessate anche a vendere. Il guadagno? É nella percentuale di provvigione su ogni articolo venduto che normalmente si aggira tra il 18% e il 20%.

Tupperware, fare i dimostratori conviene?

Il ‘dimostratore’ viene considerato dall’azienda un ‘Party Manager‘ e ha piena libertà di movimento, di organizzazione e di vendita. Ma soprattutto non verrà mai lasciato da solo: la filiale italiana dell’azienda prima di partire organizza corsi di formazione gratuiti durante i quali verranno date tutte le dritte per cominciare e comunque periodicamente ci sono incontri nei quali sono illustrate tutte le novità sui prodotti e vengono dati preziosi suggerimenti per organizzare un Atelier Culinario vincente.
Tutto bello quindi oppure si tratta di una missione impossibile? La realtà come spesso succede sta nel mezzo. Da una parte c’è la solidità del marchio che ha dimostrato con gli anni la sua solidità, la correttezza nei confronti dei venditori e la bontà dei prodotti. Dall’altra però nessuno si deve fare illusioni.
La percentuale del guadagno, al massimo un quinto rispetto al prezzo al quale viene venduto il prodotto Tupperware, è comunque bassa: facendo un esempio pratico, per guadagnare 100 euro dovrete vendere almeno 500 euro di materiale e non è così semplice, a meno di non organizzare continuamente dimostrazioni. Quindi la palla passa a voi: se avete tanto tempo e tanti amici fa invitare, allora può anche essere un’integrazione di stipendio interessante, ma non potete considerarlo un primo lavoro.
Ma qual è il primo passo per diventare consulenti Tupperware? I passaggi sono semplici: si visita il sito italiano ufficiale dell’azienda, si va alla voce ‘Lavora con noi’ e si compila l’apposito form di iscrizione. Basta qualche giorno per essere contattati da una Capogruppo che illustrerà come comportarsi durante le dimostrazioni per essere ancora più efficaci.
Solo così sarete pronte per partire e riceverete il borsone ufficiale con il kit dei prodotti Tupperware da far conoscere. Il borsone non è un regalo, ma viene detratto dal primo ordine che farete all’azienda, pari almeno a 120 euro (quindi difficile incassare qualcosa per voi al primo colpo, ,a servirà almeno per farvi conoscere).
Quando all’Atelier Culinario, non ci sono regole: l’importante è essere convincenti e brillanti, in modo da riuscire a fare breccia nei potenziali acquirenti. Quindi spazio alla vostra fantasia: potrete fare dimostrazioni pratiche cucinando qualcosa, concordandolo con la sua consulente culinaria in modo da capure che cosa sia meglio preparare per spingere questo o quel prodotto (ad esempio se è da congelare oppure da conservare in frigorifero), se cuocerlo sui fornelli o al microonde, eccetera.

Tupperware prodotti da vendere

Ma quali sono i prodotti che negli anni hanno reso riconoscibile ovunque il marchio Tupperware? In linea di principio è tutto realizzato con materiali atossici e molto solidi, durevoli nel tempo, a cominciare dai famosi contenitori che si chiudono ermeticamente senza far passare nemmeno un filo d’aria.
Vengono prodotti sia nelle versioni singole che sotto forma di set e possono andare in frigorifero e freezer, ma anche essere utilizzati per scaldare un cibo già preparato nel forno normale o nel forno a microonde. E nelle nuove linee sono anche disegnati nelle più varie forme e colori, per non stufare il pubblico.
Lo stesso discorso vale per le bottiglie, da utilizzare per portarsi in giro acqua, succhi di frutta, tisane, latte (per i bambini), thé e molto altro. Sono dotate di un tappo particolare, studiato per evitare la fuoriuscita dei liquidi, e sono tutte trasparenti in modo da capire sempre ad una prima occhiata quando liquido ci sia ancora
Ma la linea dei prodotti Tupperware in realtà è molto più ampia e prevede anche articoli da pasticceria, per bambini, ecobottiglie, panni in microfibra multiuso, formaggere, contenitori per patate, portapranzo, mandoline, mestoli, apriscatole, colapasta e centrifughe per l’insalata, grattugie, pelapatate e pela agrumi, porta rotoli, spatole, mattarelli, contenitori per salviette umidificate per bambini, set pappa per i bambini, forme di silicone per il forno
Una delle ultime novità è il cuoci riso, che in realtà serve anche per preparare altri tipi di piatti simili, come tutte le preparazioni a base di couscous,orzo, quinoa oltre alla polenta, in tempi molto rapidi. E in più si può usare lo stesso contenitore anche per la conservazione.

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