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Investire sul vino e venderlo anche all’estero

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Come investire sul vino

Come vendere creazioni artigianali

Avete un budget da investire da cui trarne profitto? Una delle possibilità può essere quella di investire nel mercato del vino. In questo settore ci sono diverse modalità di investimento. Una prima caratteristica positiva sta nel fatto che si tratta di un bene fisico, dunque non stiamo parlando di investimenti aleatori verso beni virtuali. Un primo passo può essere quello di controllare se avete in casa vostra delle bottiglie di vino più o meno pregiate, come fossero dei quadri di valore o altri oggetti vari. Il valore di una bottiglia di vino può attestarsi anche su diverse migliaia di euro, insieme a quelle di annate molto rare. Bisogna ricordare che l’investimento in vino può avere diverse modalità e sempre in base a quanto si è intenzionati ad investire.

Il rendimento che potete ottenere da questi beni, può raggiungere cifre molto più considerevoli rispetto altri tipi di investimenti bancari o in borsa anche più classici. Per renderci conto dei possibili investimenti possiamo analizzare i guadagni ad esempio a partire dal 2005 in poi; considerando i listini ufficiali di etichette quotate (Liv-EX) vediamo come in alcuni casi si sono verificati guadagni degno di nota, che per alcuni vini hanno superato il 100%.

Si può guadagnare in maniera soddisfacente trattando la materia come qualsiasi altro strumento finanziario, con distacco e senza essere consumatori diretti.

Come vendere vino

Un’altra modalità, che sicuramente aiuta maggiormente è se oltre all’interesse nell’investire in vino si aggiunge l’amore per le bottiglie.

In questo modo l’investimento è a tutto tondo perchè si vanno a collezionare delle bottiglie pregiate; si unisce il lato del guadagno alla passione della collezione.

Ma come si può allestire una cantina che possa darci un rendimento nel tempo? Dal punto di vista della passione personale, sarà meglio scegliere in autonomia un determinato vino, seguendo i propri gusti; indispensabile però avere una preparazione tecnica, e impegnarsi nel fare visita diretta presso dei vigneti, e nei luoghi di origine del vino verso cui vi stati indirizzando.

È vantaggioso anche scegliere delle buone annate, consultando i pareri di esperti, e puntando su bottiglie che non siano ancora entrate in commercio. Potete consultare dei siti specializzati, come per esempio Wine searcher, per individuare le etichette più redditizie

Ce ne sono diversi tipi, francesi o italiane; se il vostro interesse non è rivolto alla pura e immediata speculazione, scegliere bene quale etichetta acquistare può anche essere un investimento in cui il vino che avete scelto appartiene a un’annata e tipologia che possa acquisire valore nel tempo.

Se invece preferite in ritorno economico nel breve periodo, potete acquistare etichette famose, che consentono una rivendita in breve tempo.

Dopo qualche tempo e magari dopo un periodo di studio, in cui avete acquisito delle conoscenze, potrete anche affidarvi al vostro intuito, considerando elementi come la corposità, l’ acidità o altri dettagli tecnici.

Una regola sempre valida è quella di tenersi periodicamente aggiornati sulle tipologie di vini che possono assumere caratteristiche di eccellenza su cui porre la vostra attenzione; tenete conto che le quotazioni, o valutazioni delle bottiglie possono variare nel tempo.

Una volta inquadrato bene il panorama complessivo è possibile quanto denaro investire in vino. Un consiglio è quello di differenziare gli investimenti e dividerli in base alle caratteristiche fin qui descritte.

Dal punto di vista delle tassazioni sul guadagno, di solito non ci sono imposte specifiche sull’ utile proveniente dalla rivendita del vino.

Per tornare alla scelta delle diverse bottiglie, se volete concentrarvi sull’Italia, troverete molte eccellenze enologiche e quindi la scelta può essere più difficile rispetto ad altri paesi.

Ecco una top ten dei vini italiani:

1- Brunello di Montalcino Riserva Biondi Santi: insieme a quello di Soldera è considerato la migliore espressione del Brunello di Montalcino.

2- Sassicaia Tenuta San Guido: il vino che ha fatto la storia dell’enologia italiana, ad oggi se ne producono tante, forse troppe bottiglie per consigliarne l’investimento se non in annate straordinarie come la 2006.

3- Masseto Tenuta dell’Ornellaia: tra gli appassionati è un vino cult, un merlot in purezza che ha raggiunto la vetta dell’enologia mondiale sia dal punto di vista della qualità che sotto il profilo dell’esclusività al pari dei più grandi vini francesi (Cheval Blanc, Romanèe Conti, Petrus).

4- Redigaffi Tua Rita: altro Merlot in purezza che insieme al Masseto costituisce la coppia d’attacco della nazionale italiana grandi vini. Uno dei migliori merlot del mondo. Sole 10.000 bottiglie prodotte ogni anno, conteso da raffinati goumet in ogni angolo del mondo.

5- Barolo Brunate Roberto Voerzio (Piemonte ): precisamente nel comune di La Morra, un Nebbiolo in purezza per uno straordinario vino di difficilissima reperibilità, dalla longevità quasi incalcolabile. Solo 3.000 le bottiglie prodotte ogni anno, ben al di sotto della richiesta.

6- Barolo Brunate Roberto Voerzio: siamo in Piemonte (altro grande territorio ad altissima vocazione vitivinicola), esattamente nel comune di La Morra, un Nebbiolo in purezza per uno straordinario vino di difficilissima reperibilità, dalla longevità quasi incalcolabile. Solo 3.000 le bottiglie prodotte ogni anno, ben al di sotto della richiesta.

7- Barolo Monfortino Riserva di Giacomo Conterno: si può considerare come un assegno circolare in grado di moltiplicare il suo valore se si ha la pazienza di aspettare anni. Un vino che comincia ad esprimersi a livelli eccellenti dopo circa 15 anni dalla vendemmia, a 7-8 anni dalla sua commercializzazione.

8- Barolo Le Rocche del Falletto Bruno Giacosa: come il precedente sia come vantaggio nell’acquisto di valore negli anni, sia come qualità assoluta.

9- Amarone Vigneto di Monte Lodoletta Romano Dal Forno: qui siamo in Valpolicella (Veneto), un vino generoso, esagerato in tutto (prezzo compreso). La distanza tra il numero di bottiglie in commercio e la richiesta che proviene da facoltosi buongustai di tutto il mondo, garantisce il buon esito dell’investimento, praticamente il guadagno è garantito.

10- Primitivo di Manduria ES di Gianfranco Fino: è un vino pugliese che si rivolge a chi vuole scommettere cifre più modeste rispetto ai precedenti vini, inoltre, chi ha seguito negli ultimi anni Gianfranco Fino sà che il suo Primitivo ha raggiunto livelli eccellenti, dimostrati dalla molteplicità di premi ricevuti in ogni manifestazione enologica a cui ha preso parte.

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